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lunedì 10 maggio 2010

L'INNO ALLA GIOIA SULLA PIAZZA ROSSA

Ambiguous Celebration in Moscow Shows Turnpoint of Russian-European Relationships.La célébration ambigue de Moscou constitue une plaque tournante des rapports Russie-Europe. Zwiespaltige Zelebration in Moskau hinweist Wende Russisch-Europaeischer Beziehungen.




La complessità delle interrelazioni internazionali nell' era della globalizzazione fa sì che sia difficilissimo trarre indicazioni univoche dagli eventi in corso. Ci sforzeremo, comunque, di estrarre alcune considerazioni da un evento che, proprio per la sua complessità e per la sua ambiguità, sarà, certamente, di un' importanza epocale per la storia dell' Europa e della sua identità-la sfilata dell' esercito della Federazione Russa a Mosca in occasione del 65° anniversario della sconfitta della Germania nazista-.

1.Le ragioni del titolo:

-E' vero che, ufficialmente, la principale novità della parata di Mosca sarebbe costituita dalla (sparuta) presenza di truppe americane, francesi, inglesi e polacche, in rappresentanza degli alleati dell' Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, e tuttavia, il "tocco" più innovativo ed inaspettato è stato, a nostro avviso, il fatto che, proprio alla fine della parata, sia stato suonato, come sola musica non russa, l' "Ode alla Gioia", inno ufficiale dell' Unione Europea. Solo alla fine dell' inno, il comandante generale delle truppe sulla Piazza Rossa ha annunziato: "Parad zavershiòn!"("la sfilata è finita") .

-L' Inno alla Gioia (per altro, non una novità sulla Piazza Rossa, dove era già stato eseguito l'anno scorso da una fanfara russa in occasione del Festival Internazionale della Musica Militare -"Kremliovskaja Zorja"-) è stato suonato da una fanfara congiunta, russo-francese;

-Tutto ciò è stato fatto nell' assenza di Berlusconi e Sarkozy (che avevano accettato l' invito), ma , comunque in presenza di Angela Merkel, Komarowski, Klaus, Dinkic, più rappresentanti di Slovenia, Slovacchia, Lettonia, Armenia,Azerbaidjian, oltre che delle Repubbliche dell' Asia Centrale e di Israele;

-La parata è incominciata con il travolgente ritmo di "Idiot Voinà Narodnaja"("Incomincia la Guerra Nazionale"), inno della "Grande Guerra Patriottica" (Seconda Guerra Mondiale), dell' attuale inno della Federazione Russa (che, sulla musica di quello dell' Unione Sovietica di Michal'kov padre, invoca, sulla Russia, la protezione di Dio), della "Slavianka" (marcia delle truppe "bianche" -zariste- nella Guerra Civile Russa), e di altre famose e travolgenti musiche russe, sì che l' Inno è risaltato particolarmente in un contesto "culturalmente"molto diverso;

-E' chiaro che l' inserimento dell' Inno è il risultato di una scelta politica di vertice lungamente meditata, la quale, comunque, è stata, alla fine, pensata per dare, alla manifestazione, un tono decisamente europeo (erano presenti, oltre ai reparti sopra citati, anche quelli ucraini, bielorussi, caucasici e dei Paesi Baltici), ponendo, così, in un secondo piano, i messaggi verso gli Stati Uniti (truppe americane), verso la Confederazione di Stati Indipendenti (presenza di molti Presidenti e delle truppe di quasi tutte le Repubbliche) e verso la Cina (presenza di Hu Jin Tao).

-I governanti dell' Europa (dal Presidente, al Presidente del Consiglio, a quello della Commissione, dai Presidenti e Primi Ministri degli Stati Membri, dei Laender e delle Regioni, così come i sindaci delle grandi città), hanno dimenticato di ricordare ai loro concittadini che il 9 maggio è la Festa dell' Europa, e solo quelli della Russia (, se ne sono ricordati, sì che , il 9 mggio 2010, solo sulla Piazza Rossa, davanti a tutti i grandi, e a tutti i popoli del mondo, è stato eseguito, solennemente ,l' Inno dell' Europa, e di questo occorre dire grazie a Medvedev e a Putin;

-Ciò implica obiettivamente, un'attenzione rinnovata per i rapporti fra Russia ed Europa.

2.Significato politico della manifestazione.


Nonostante l'incredibile difficoltà, da sempre, di interpretare le tendenze della Russia (un Paese che, nonostante i suoi 150 milioni costituisce la sintesi di molti altri altri popoli),tutto ciò non può restare senza seguito nel futuro dell' Europa, se non altro per una serie di considerazioni elementari che andiamo a sviluppare qui di seguito:

-la manifestaziione di cui sopra, costituisce, di per sé, la più straordinaria manifestazione di forza che uno Stato (neanche l' America, neanche la Cina) abbia potuto porre in essere dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, in quanto:

Essa testimonia l' adesione "granitica" di un popolo di 150.000.000 abitanti ad una visione storica condivisa di continuità nazionale (nonostante le controversie sui Tartari, sugli Zar e su Stalin), per cui l' intera popolazione si identifica senza riserve con lo Stato e con le Forze Armate;

Essa fornisce una sintesi inedita fra i tradizionali "valori premoderni" (adombrati dall' onnipresente simbologia zarista), il "nazionalcomunismo" (eredità dell' odiato, ma onnipresente, Stalin), e i valori "moderni" della tecnologia di avanguardia e della democrazia;

Essa dimostra che tale sintesi inedita è possibile e vitale, e che la maggior parte dei Russi (e anche degli abitanti dell' ex Unione Sovietica e dei Paesi alleati), la condivide.

Ciò dimostra anche una nuova capacità di aggregazione da parte della Russia.

3.Un tentativo di interpretazione geopolitica

Governare la Russia è stato, da sempre, uno dei compiti più difficili, a causa dell' estensione del suo territorio, dell' apertura dei suoi confini e della sua cultura, della fierezza dei suoi abitanti, ecc...

I governanti della Russia hanno, pertanto, dovuto sviluppare,fino dai tempi più antichi, un livello di "Techne Basiliké" ("arte di dominio") ben superiore a quella dei governanti di altri Paesi. Quest'idea fu espressa mirabilmente dalla Grande Caterina nelle Istruzioni Introduttive ("Nakaz") alle attivià della Commissione Legislativa (esaltate da tutti gli Illumisti italiani e francesi come il massimo prodotto della "Filosofia dei Lumi"), "secondo Montesquieu, uno Stato di grandi dimensioni non può essere governato se non in modo autocratico, sicché, di conseguenza, io governo la Russia come un autocrate ("kak samoderzhavets").

Ciò ha comportato, da sempre, un livello inaudito di sofisticazione, e/o di ambiguità (Mosca era, al contempo, l' esattore dei Mongoli e il faro della libertà; Pietro I era ,al contempo ,un grande riformatore e un crudele tiranno; Alessandro I era, al contempo, il fondatore dell' idea dell' Europa dei Popoli e il repressore delle libertà; Stalin era, nel contempo, un nazionalista georgiano e un dittatore sovietico, ecc.).

Per quel che ci riguarda, l' ambiguità concerne due, almeno apparentemente, contraddittorie, aspirazioni della Russia, riflesse nella stessa manifestazione di Mosca:

-quella di essere il centro di un sistema complesso di equilibri "eurasiatici" che vanno dall' Europa alla Cina, dall' America al Medio Oriente (quindi, sostanzialmente, il centro del mondo);

-quella di essere una parte importante, se non dominante, di un sistema europeo, e/o euro-atlantico.

Il primo dei due progetti , simboleggiato dalla presenza della Cina e delle Repubbliche centroasiatiche, ci sembra irrealistico, in quanto non ci sembra possibile che un popolo di 150 milioni di abitanti, per quanto unificato da una "mitologia nazionale" fortissima, per quanto possessore della maggior parte delle terre ve delle risorse naturali del mondo, per quanto preservatore quanto nessun altro dell' etica militare, per quanto situato in una posizione geografica centrale, possa aspirare ad un' egemonia mondiale che perfino gli Stati Uniti e la Cina, in posizioni relativamente migliori, stanno rinunziando ad esercitare.

Il secondo, invece, ci sembra essere più realistico, in quanto Europa e Russia, per quanto, apparentemente opposte, sono,in realtà, complementari, in quanto:

-se l' Unione Europea crede di realizzare il sogno della Pace Perpetua attraverso l' accettazione della sconfitta ed il pacifismo, la Russia crede di realizzarlo perpetuando gli effetti della propria vittoria nella IIa Guerra Mondiale;

-se l'Europa crede di poter fare a meno della propria difesa affidandandola agli Stati Uniti, la Russia spera di farsi affidare dagli Stati Uniti la difesa dell' Occidente, per esempio in Asia Centrale,così da diventare essa stessa un esercito dell' Occidente, ed in un certo senso, il suo centro;

-se l' Europa ricostruisce la propria storia in modo settario, facendo di ogni fase storica un giudizio di Dio, in cuisi affermi la posizione "più giusta", e quella "superata" vengo sconfitta, la Russia crede, invece, che tutte le fasi della sua storia siano positive, in quanto esse contribuiscono a fondare l'"Identità Russa".

Noi crediamo che una "Comunità da Vancouver a Vladivostock", quale viene adombrata dai presenti discorsi fra Russia, America ed Europa, abbia un senso solamente se, e nella misura, in cui essa costituisca l' affermazione delle tradizioni culturali comuni a tutto l' Occidente: Europa (compresa la Russia), America, Medio Oriente (comprensivo di Israele).La "Modernità" (che si identifica con l' America), verrebbe superata, sicché dovrà cedere il passo, da un lato, allo spiritualismo medio-orientale, e, dall' altro, al romanticismo est-europeo.In questo contesto, l' Europa, quale necessaria posizione di mediazione, potrebbe svolgere un ruolo centrale.










martedì 27 aprile 2010

LA GRANDE STRATEGIA DELLA RUSSIA

Signature of Navy Deal with Ucraine and Renewal of Friendship with Poland: Milestones of Russia's European Strategy. La signature de l' accord naval avec Ucraine et le renouvellement de son amitié avec la Pologne ; deux plaques tournantes de la stratégie européenne de la Russie. Unterzeichnung von Flotte-Vertrag mit Ukraine und erneute Freundschaft mit Polen: zwei Meilsteine der russischen Europa-Strategie

Le ultime settimane hanno segnato un rapido succedersi di eventi che confermano lo svilupparsi della strategia di Medvedev e Putin di inserimento graduale e ragionato nell' equilibrio occidentale.

La Russia è l' unico Paese, oltre agli Stati Uniti, ad avere un'attiva strategia di lungo periodo e di carattere mondiale.Essendo un Paese multietnico, che occupa la maggior parte del globo emerso, e che raccoglie una gran parte delle risorse naturali del globo, non potrebbe essere diversamente.
Essa confina con la Cina, il Kazakhstan, l' Azerbaidjan, la Georgia, l' Ucraina, la Bielorussia, la Polonia, la Lituania, la Lettonia, l' Estonia, la Finlandia, la Norvegia il ,ed è separata da piccoli stretti dagli Stati Uniti e dal Giappone.Inoltre, essa ha, al suo interno, influenze eccentriche:occidentali, cinesi, gisapponesi, centro-asiatiche, turciche, est-europee, baltiche, scandinave, ugro-finniche.

Qualora non avesse una strategia ben radicata e non la sviluppasse giorno per giorno, non sarebbe riuscita a sopravvivere un millennio.

L'attuale strategia "a molti livelli" non si differenzia da quella classica degli Zar: Stato Europeo ortodosso, ma, al contempo, impero mondiale; potenza europea preoccupata soprattutto di esssere "riconosciuta" dal concerto delle nazioni europee, ma anche potenza mondiale che si interfaccia con America, Cina, Giappone, mondo islamico; Stato "conservatore" ma attento a non perdere i contatti con la cultura e la politica europee.

Le ultime mosse hanno coperto appunto questi aspetti: riconciliazione con l' Ucraina e accordo sui missili; North Stream e accordi col Venezuela; accordi speciali con i leader europei conservatori ed apertura alla leadership polacca.

Dove andrà a finire la Russia?A nostro avviso, nonostante la sua ambizione di "giocare a tutto "tondo" a livello mondiale, la Russia finirà per gravitare sempre più strettamente intorno all' Europa, ma, con la sua stessa presenza, finirà anche per trasformare l' Europa stessa.

mercoledì 21 aprile 2010

BRACI ROSJANE

Cardinal Dziwisz'Homely of Reopens Dialogue Between Poland and Russia.L'Homélie du Cardinal Dziwisz rouvre dialogue entre Polonais et Russes.Kardinal Dziwisz's Homelie oeffnet Dialog zwischen Polen und Russen wieder.


venerdì 16 aprile 2010

A COSA SERVE L'ESERCITO EUROPEO

Discussion about European Army Opens up Debate on the Need for such Army.La discussion sur l' Armée Européenne suscite un débat sur les exigences qui sont à sa base. Auseinandersetzung ueber Euro-Armee foerdert Debatte ueber Grundlage solcher Einstellung







Le difficoltà che sono esistite fin dall' inizio nella creazione di un esercito europeo dimostrano che il consenso sullo stesso è tutt' altro che immediato.

In effetti, il problema è che i molti milioni di uomini al servizio delle forze armate, o, comunque, in divisa, in Europa Occidentale (ed altrettanti in Europa Centrale e Orientale) costituioscono comunque un segmento rilevantissimo della società, e qualunque cosa gli facessimo fare influenzerebbe enormemente gli equilibri politici dell' Europa e del mondo.

Certamente, il loro numero, ed il loro costo, nella sola Europa Occidentale, è pari, almeno, a quello degli Stati Uniti. Aggiungendo l' Europa Orientale, tutto ciò si raddoppia..

Quindi, intanto, potenzialmente, a parità di sforzi, l' Europa potrebbe ottenere, in campo militare, il doppio di efficienza degli Stati Uniti.

Secondariamente, tutto ciò che ruota intorno alle Forze Armate (lavoratori del Settore Difesa, servizio civile, protezione civile, alte tecnologie, aerospazio, difesa territoriale, polizie, industria pesante), rappresenta una parte essenziale del potere dello Stato, della sua ideologia, e, in ogni caso, il maggiore datore di lavoro.

L'apparente irriformabilità del settore difesa dipende proprio dal suo legame con interessi vitali a livello nazionale e internazionale.

Supponendo, comunque, che, nei prossimi anni, l' Unione Europea intenda farsi carico di risolvere le attinenti questioni di politica internazionale, le questioni di carattere interno sarebbero, a nostro avviso, facilmente risolubili.

Si dice che una razionalizzazione delle Forze Armate europee porterebbe ad una riduzione degli organici, e quindi alla perdita di posti e di occupazione. Non lo crediamo.

Le Forze Armate svolgono, di fatto, una quantità di funzioni:

-formazione dei cittadini;

-lotta alle calamità;

-protezione del territorio;

-sicurezza;

-polizia;

-produzione di alta tecnologia;

-gestione di servizi pubblici essenziali;

-aerospazio e marina;

-"intelligence";

-difesa territoriale;

-antiterrorismo;

-pronto intervento;

-missioni internazionali;

-addestramento di riservisti e mobilitazione generale;

-mobilitazione industriale bellica;

-sicurezza delle Istituzioni;

-truppe speciali;

-nucleo permanente di difesa ordinaria;

-armi missilistiche e spaziali

Orbene, nell' ambito di un esercito integrato europeo, l' insieme di queste attività non occuperebbe certo meno persone di quante ne occupi oggi, e le loro possibilità di qualificazione e di carriera non sarebbero certo minori.

Un vero "Ministro della Difesa" europeo sarebbe uno degli uomini politici più potenti del mondo.

Un "Capo di Stato Maggiore Generale" dell' Esercito Europeo sarebbe il militare più influente e meglio pagato del mondo.

Lo "staff" del Ministero della Difesa europeo sarebbe composto di alcuni fra i migliori specialisti mondiali.

Il Servizio di Intelligence europeo sarebbe il maggiore del mondo.

I servizi di Sicurezza delle Istituzioni Europee, scaglionati in tutta Europa, avrebbero alle loro dipendenze centinaia di migliaia di militari.

Un'arma missilistica e spaziale europea sarebbe ai massimi livelli tecnologici mondiali, e vivrebbe in simbiosi con un' Agenzia Spaziale Europea infinitamente potenziata.

Le Truppe Speciali Europee (terra, mare, cielo), sarebbero di una competenza e di una varietà ineguagliabile.

L'Aviazione e la Marina europee potrebbero utilizzare i migliori mezzi tecnologici.

I Corpi di Pronto Intervento, anziché intervenire, come oggi, in maniera disordinata e casuale, sotto comando straniero, potrebbero svolgere con la massima efficacia le loro missioni istituzionali.

L' Europol e tutte le altre polizie specializzate potrebbero, finalmente, svolgere i loro compiti istituzionali in modo efficace.

Le truppe ordinarie, di protezione territoriale, i riservisti, le varie polizie nazionali, potrebbero svolgere i loro compiti istituzionali in maniera efficace.

Le enormi burocrazie dei Ministeri della Difesa potrebbero essere poste, finalmente, al servizio della pianificazione della Difesa e dell' induistria aerospaziale e della Difesa.

I Gruppi industriali di alta tecnologia potrebbero fondersi in grandi Holdings sul modello dell EADS e di Rostechnologija, da cui potrebbero dipendere colossi nei settori dell' aeronautica, dello spazio, dell' avionica, dell' elettronica, degli armamenti, dell' energia, ecc....

Le "élites" manageriali e tecnologiche che gravitano intorno al settore aerospazio e difesa potrebbero dedicarsi a progetti di livello adeguato, mentre la finanza europea potrebbe proficuamente investire in grandi e solidi gruppi europei di alta tecnologia.

Si creerebbe occupazione per lavoratori altamente specializzati, in solidi distretti industriali ad economia sostenibile, con risultati interessanti per l'occupazione, l' indotto, gli Istituti Superiori Universitari e di Ricerca Scientifica.

I prodotti europei del settore aerospaziale e della Difesa, finalmente razionalizati, potrebbero ottenere sbocchi di esportazione oggi irraggiungibili, creando tutto un settore di professionalità in questo campo e riequilibrandio la bilancia commerciale e dei pagamenti.

L' Esercito Europeo potrebbe contribuire, attraverso schemi di formazione come il "rendez-vous citoyen", la formazione militare generalizzata ed il Servizio Civile Europeo, alla educazione civica europea ed alla possibiliotà di mobilitazione generale in caso di emergenze.

E, tutto ciò, senza aumentare le spese, anzi, accrescendo gli introiti, grazie ad una riallocazione razionale, a livello europeo, di tutte le forze disponibili.



venerdì 5 marzo 2010

NUOVI PERCORSI DELLA RUSSIA IN EUROPA

Mistral's Sale to Russia Shows New trend in European-Russian Relationships. La vente des Mistrals à la Russie indique le nouveau trend dans les rélations Euro-Russes.Mistral-Verkauf zu Russland oeffnet den Weg zu neuem Euro-russischen Trend.

La vendita delle quattro porta-elicotteri francesi Mistral alla Marina russa costituisce semplicemente la conclusione di una serie, oramai lunghissima ,di segni di sinergia fra Europa e Russia, forieri di una trasformazione sostanziale degli equilibri politici, ma anche culturali e militari, dell' Occidente.Occidente del quale, concordano almeno i Russi e gli Europei, la Russia fa parte, e, all' interno del quale, essa ha diritto di esercitare tutto il peso che le deriva dalla sua storia, dalla sua cultura, dalla sua forza, dalle sue dimensioni, dai suoi legami con gli altri popoli europei

Fra gli eventi più recenti, ricordiamo:

-collaborazione fra Russia e Germania per North Stream;

-Solidarietà dell' Italia alla Russia in occasione della guerra nell' Ossezia, e mediazione francese sulla stessa guerra;

-investimenti italiani e tedeschi in Russia;

-sostegno di una dozzina di paesi europei a South Stream;

-lancio, da parte del presidente Medvedev, della parola d' ordine dell' "Evroremont", e, da parte di Edinaja Rossija, del programma del "Rossijskij Konservatizm";

-nuove forme di collaborazione fra Serbia e Russia;

-presa del potere in Ucraina del Partito delle Regioni, sotto gli auspici della Chiesa Ortodossa, con visita-lampo del neo-presidente Janukovich a Van Rompuy e Catherine Ashton;

-presa di posizione alla NATO, da parte del Presidente Napolitano, a favore dell' ingresso della Russia nella NATO stessa;

-acquisizione, da parte di Severstal, del 100% della Lucchini Spa.

Questo avvicinamento a tappe forzate fra Europa e Russia contrasta in modo evidente con l' allontanamento in corso fra Russia e Stati Uniti, in particolare per ciò che concerne gli aspetti militari, relativamente ai quali si riscontrano alcune nuove, preoccupanti, tendenze:

-insistenza, da parte degli Stati Uniti, nel voler sistemare vari generi di nuovi missili in Polonia ed in Romania;

-risposta, da parte della Transnistria, che ha proposto di collocare sul suo territorio le difese antimissile russe;

-organizzazione, da parte del Governo georgiano, di un complesso sistema amministrativo-militare avente come obiettivo la "riconquista" delle "Repubbliche secessioniste" dell' Ossetia Meridionale e dell' Abkhasia;

-proclamazione, da parte della Federazione Russa, di una Nuova Dottrina Militare, in base alla quale:

la principale minaccia alla sicurezza della Russia è costituita dal progetto dell' estensione ad Est della NATO;

viene conferito, al Presidente Medvedev, il mandato di reagire con le armi nucleari a qualunque attacco al territorio della Russia (rovesciando, con ciò, la dottrina del "secondo colpo", che era stata la dottrina militare ufficiale dell' Unione Sovietica e della Repubblica Russa sotto le Presidenze di Jeltzin e di Putin).

Speriamo che l' insieme di questi eventi faccia riflettere i politici, innanzitutto europei, poi russi ed, infine, americani, sul fatto che non vi è necessariamente né deve per forza esserci, una "corrispondenza biunivoca" fra Occidente, NATO e Europa.

lunedì 8 febbraio 2010

SULL'EUROPEITA' DELL' UCRAINA

Ukraine - the cradle of Europeans.L'Ucraine: berceau des Européens Ukraine: Wiege der Europaeer


Sembra che le elezioni presidenziale ucraine abbiano dato per vincitore Janukovic, leader del Partito delle Regioni e sostenuto dalle minoranze etniche -innanzitutto, ma non solamente, quella russa-.

Chi dicesse che questo esito costituisce una sconfitta per l' Europa, farebbe meglio a considerare che cosa le minoranze etniche dell' Ucraina significano l' Europa stessa: semplicemente, la sua storia.Infatti, non v'è praticamente alcun popolo d' Europa che non sia "passato" dall' Ucraina e non abbia contribuito alla sua storia.

Antichità

Intanto, il misterioso "popolo dei kurgan", comprensivo quasi certamente dei primi indoeuropei, e, con molta probabilità, anche dei primi Turchi e Ugrofinni.

Poi, gli Sciti esaltati da Erodoto, i Sumeri e gli Assiri, che commerciarono nel Caucaso e portarono tracce della civiltà mesopotamica.

Poi, i Micenei, che esplorarono la "Tauride", a cui si riallaccia la famosa Ifigenia, la cui storia fu ripresa da Goethe, e che, per Adorno, rappresenta la quintessenza dell' umanesimo europeo. Nella vicina città greca di Olbia, vicino a Odessa, furono trovate le tavolette auree degli Orfici, che ci rivelano questa antica religione, "anello di congiunzione" fra la cultura greca e quella dell' Europa Centro-Orientale.

Poi ancora le Amazzoni e i Sarmati, che secondo la leggenda sono discendenti delle Amazzoni e dei Greci di Giasone, e i Persiani, che annessero parte dell' Ucraina al loro impero.

Poi, il Regnum Bospori, "socius" dei Romani per lunghi secoli.

Medioevo

Arrivarono poi i Goti, i Bulgari, gli Slavi e gli Ungheresi, che partirono di qui per creare i loro regni europei.

Infine, ancora, i Turchi, una tribù dei quali, i Khazari, fondarono un grande impero di religione ebraica, esaltato, dagli scrittori ebrei dalla Spagna Mussulmana, come una specie di paradiso. Secondo Koestler, sono loro gli antenati degli Askhenazim.Altre tribù, i Cumani e i Peceneghi (detti anche "Polovesiani", ciè quelli del Principe Igor, prima epopoa russa, e delle "Danze Polovesiane" di Borodin), furono respinti dai Mongoli in Crimea, dove costituiscono i Tartari di Crimea, e in Ungheria, dove costituiscono il Kiskùnhàlas, la "Piccola Cumania". Infine, il Khanato tartaro di Crimea fu parte per secoli dell' Impero Ottomano.Ad esso è dedicata l' indimenticabile novella di Pushkin "La Fontana di Bahcisaraj"

Anche gli Ebrei furono attivissimi in Ucraina, nelle varie suddivisioni dei Khazari, dei Karaiti, provenienti da Baghdad in seguito a dissidi con il Califfo e con il Gaon ebraico, ed emigrati, infine, a Trakai, presso Vilnius, come guardie del corpo del Gran Principe di Lituania. Infine, gli Askhenasiti, che, prima dell' Olocausto, rappresentavano una gran parte della popolazione ucraina, e dai quali sono originati molti dei leaders sionisti e degli emigrati in Israele.

La Russia (Rus' di Kiev), origine dell ' Impero Russo, nasce con il centro in Ucraina "solo" nel 10° secolo (dopo tutte le vicende che abbiamo narrato). Fu fondata dagli Svedesi (in Finnico, "Ruotsilainen", da "ròdrr", i "rematori" delle navi vichinghe a forma di drago, i "drakkar", la cui immagine è il simbolo dello Stato ucraino

.In seguito, il Khanato mongolo-tartaro dell' Orda d' Oro occupo' l' Ucraina, mentre, da nord-Ovest, arrivavano i Lituani, e, da Nord-Est, i Cosacchi.

Le parti più occidentali dell' Ucraina appartennero al voivodato di Moldavia, di cultura rumena. Nel Budjak, vivevano i Tartari Nogai.Oggi, i Tartari dell' Ucraina sono presenti in piccole comunità in Polonia e Bielorussia.I Polacchi chiamavano questa regione "campi selvaggi".Sulla costa, c' erano le colonie genovesi del Budjak e di Giaffa (oggi Kerc), in Crimea.

Età moderna

Nel '500, l'Ucraina settentrionale fu ceduta dalla Lituania alla Polonia, mentre la parte centro-orientale (quella oggi russofona) restava integrata nell' Impero Ottomano.Nell' Ucraina polacca, nonostante la fiera difesa dello "Slavone" (slavo ecclesiastico regionalizzato) si sviluppò una raffinata letteratura in lingua polacca, mentre la principessa ucraina Roxana fu la favorita di Solimano il Magnifico, il Sultano "europeo", che le dedicò splendide poesie in Turco Ottomano.Il "sarmatismo", cioè l' esaltazione della cultura orientaleggiante dell' Ucraina e dello stile di vita ribelle dei Cosacchi, divenne l' ideologia dominante in Polonia.

Nel secolo successivo, i Cosacchi si ribellarono alla Polonia, e Kiev fu attribuita al nuovo Impero Russo, apportandovi la cultura teologica del Seminario di Kiev.

Caterina Seconda aggregò l' Ucraina alla Russia, togliendola alla Polonia e alla Turchia, e popolandola di Russi, di Tedeschi, di Ebrei e di Greci ne costruendo città come Odessa.Leibniz avrebbe voluto che questa diventasse la capitale della Russia e dell' Europa.

La parte sud-Orientale fu assegnata all'Austria-Ungheria, dove le rivolte dei contadini ortodossi contro i nobili polacchi costituirono il primo fermento di identità ucraina moderna.Questa regione dette i natali a scrittori di lingua tedesca come Von Sacher Masoch e Von Rezzori.

Una lingua ucraina, o, meglio, rutena, fu ufficializzata per prima all' interno dell' Austria-Ungheria, mentre fu osteggiata all' interno dell' Impero Russo.Nasceva una letteratura ucraina, mentre l' ucraino Gogol' esaltava in Russo le gesta dei cosacchi ucraini.L'ebreo polacco Zamenhof creava a Odessa l' Esperanto.La rivolta a Odessa dei marinai russi dà l' occasione per il capolavoro sovietico "La Corazzata Potiomkin".

Era contemporanea

Dopo la 1a Guerra mondiale, la Germania diede l' indipendenza all' Ucraina, indipendenza sancita dalla Pace di Brest-Litovsk, mentre il Sud dell' Ucraina era occupato dalle truppe "bianche" del Generale Wrangel'.

Nell' ambito della Guerra Civile russa e della guerra Sovietico-Polacca, le truppe sovietiche occuparono la parte centrale dell' Ucraina, dove fu costituita una Repubblica Socialista Ucraina, che confluì nell'URSS, mentre l'Ovest era diviso fra Cecoslovacchia, Polonia e Romania, e la Crimea apparteneva alla Repubblica Socialista Federativa Russa.

Negli Anni '20, la Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina fu teatro di una lotta spietata fra il PCUS, dominbato da Stalin,che voleva farne il paese di elezione della "dekulakizzazione", e il Partito Comunista Ucraino, che percorreva una via nazional-comunista.Questo scontro fece, dell' Ucraina, l' epicentro del Holodomor, la grande carestia che fece milioni di vittime.

Nel corso della 2a Guerra Mondiale, l' Ucraina fu completamente occupata da Hitler, il quale, nonostante le simpatie di cui godeva in parte della popolazione ucraina (che aderì alle SS "Galizien"), non volle riconoscere, contrariamente al II Reich, nessuno Stato ucraino.

Perciò, i nazionalisti ucraini (UPA), pur essendo sostanzialmente collaborazionisti dei Tedeschi e anche antisemiti, combatterono su vari fronti, contro i partigiani ucraini filosovietici, contro i sovietici stessi, contro i partigiani polacchi dell' Armia Krajowa, e, talvolta, anche contro i Tedeschi.Fu un periodo di lotte durissime, che ha lasciato strascichi profondi non solo fra Ucraini antisovietici e Ucraini filorussi, ma anche fra Ucraini, Ebrei, Polacchi e Tartari di Crimea ,questi ultimi deportati da Stalin in Kazakhstan per timore di simpatie filotedesche.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l' Ucraina fu soggetta ad un' ondata di "russificazione", anche perché Khrusciov (che, come il successivo Segretario Generale, era ucraino), "regalò" all' Ucraina la Crimea, la quale, svuotata dei Tartari e dai Tedeschi, era (ed è essenzialmente ) esclusivamente di lingua russa.L' Ucraina divenne anche un importante centro dell' industria aerospaziale sovietica (Antonov).

Dopo l' indipendenza, la tensione fra le varie minoranze ha portato alla richiesta di una "federalizzazione" dell' Ucraina. Infatti, oltre ad un "nocciolo durao" ucraino ed ortodosso nazionale ed un Donbass russofono e ortodosso moscovita, esistono la Crimea, dove sono tornati anche i Tartari e i Tedeschi, e una regione di Odessa, di lingua russa, ma con forti componenti ebraiche, rumene, bulgare e greche. Infine, c' è la Galizia Orientale, di religione uniate e di cultura polacca, la Polessia di cultura bielorussa, la Rutenia Transcarpatica, con una popolazione mista di Ungheresi, Ruteni e altri piccolissimi popoli slavi, e, in fine, la Bucovina Settentrionale, con presenza di Rumeni, Ebrei e varie minoranze russofone e germanofone.

Crediamo, con ciò di avere contribuito almeno un poco a sipegare perchè la politica ucraina sia così difficile.









sabato 6 febbraio 2010

ALTI E BASSI DELLA TRATTATIVA FRA USA E RUSSIA


News about American Missiles in Poland and in Romania Show Threat to Europe for Exclusion from Strategical Talks. Les nouveautés concernant les missiles américains en Pologne et en Roumainie démontrent risques pour Europe de l' exclusion des négotiations stratégiques. Nachrichten ueber US-Raketen in Polen und Rumaenien zeigen Europa-Risikos wegen Ausschusses aus strategischen Besprechungen.

Le ultime notizie circa la decisione americana di dislocare missili in Polonia e in Romania dimostra due cose:

-le trattative sui missili fra America e Russia sono lungi dall' essere concluse;

-le discussioni sulla politica estera e di difesa comune dell' Europa dovrebbero vertere innanzitutto su argomenti come questo.

Infatti, è difficile intravvedere una minaccia militare più grave per la sicurezza dell' Europa che una guerra nucleare sul suolo europeo per un conflitto fra due potenze che tranquillamente ci ignorano quando discutono di queste cose.

Se ambedue ci considerano alleati, o almeno amici, non possono disporre dei nostri territori e della nostra sicurezza a loro piacimento.

La breccia ai danni dell' Europa è costituita dal fatto che le decisioni circa la politica estera e di difesa possono essere adottate solamente all' unanimità. Tuttavia, il Trattato di Lisbona ha conferito all' Alto Rappresentante il compito di coordinare queste decisioni.Questo, dal punto di vista legale. Inoltre, dal punto di vista politico, nulla ci vieta di fare pressioni su Paesi come la Polonia e la Romania perchè non adottino decisioni che possono essere dannose per l' intera Europa.

I Russi si lamentano del fatto che gli Americani non abbiano rispettato il recentissimo impegno di Obama a discutere preventivamente ogni novità nel campo dei sistemi antibalistici. Ma cosa dovremmmo dire noi circa il comportamento dei governi polacco e romeno? Si sono consultati con Solana e/o Ashton, e/o van Rompuy? Questi li hanno mai convocati? Che cosa serve la Politica Estera e di Difesa Comune se non si parla di queste cose?

In questi giorni, si sta parlando nuovamente, a proposito delle politiche monetaria ed economica, di Europa a più Velocità. Sarebbe urgentissimo che ciò avvenisse anche per la Politica Estera e di Difesa Comune.

sabato 31 ottobre 2009

OBAMA:COS'E'CAMBIATO


After one year from the election of Obama, just style has changed.Un an après l' élection d' Obama, n'a changé que le style. Ein Jahr nach der Wahl von Obama, die einzige Wechsel betrifft Stil.

Dopo un anno dall' elezione di Obama, la domanda di prammatica è: che cosa è cambiato, rispetto alla presidenza Bush?

Apparentemente, molto: il Presidente non è più un WASP con orini aristocratiche, ma un afro-americano di origini keniote ed islamiche; non è più un teo-con "born again", bensì un laico moderatamente religioso; non promette più la guerra infinita, ma "solo" di cambiare il mondo.

Tuttavia, a noi sembra che la sostanza della ideologia e della politica americana restino le stesse, perchè esse non dipendono dalle persone, bensì dalla ragion d' essere stessa degli Stati Uniti, uno Stato integralmente ideologico, che esiste, o crolla, solamente sulla base della propria capacità di proporre ininterrottamente al mondo un' agenda di trasformazione secondo il proprio modello di base.

Così, non possono mancare i riferimenti, anche se velati, alle radici giudaico-cristiane quali molla per il progresso; né l'idea di una "missione dell' America" a livello mondiale, né l' inevitabilità della ricerca dell' egemonia culturale e della supremazia economica e militare.

Lo abbiamo visto in tutti i campi: ad Obama è stato concesso il Premio Nobel mentre incrementava le truppe in Afganistan; mentre rinunziava al sistema antimissili balistici in Polonia e in Cechia, si creavano ben due nuovi sistemi missilistici, uno, in Europa, per i missili a corto raggio, l' altro, negli oceani, contro i missili balistici.

Come conseguenza di questo atteggiamento dell' America, anche gli altri soggetti della politica internazionale, mentre parlano di pace, fanno, in realtà, marcia indietro, come per esempio la Russia, che, dopo 60 anni, ha adottato per la prima volta la "dottrina del primo colpo" nucleare, fino ad oggi privilegio degli Americani, che, inoltre, ha appena modificato la propria legislazione per permettere al Presidente il rapido invio di truppe all' estero, ed, infine, ha appena posizionato missili in Ecuador.

martedì 17 febbraio 2009

Scongiurato lo scontro sui missili: una vittoria per l'Europa

A clash about missiles is excluded: a victory for Europe. Une bataille pour les fusées est exclue:une victoire pour l’ Europe. Eine Schlacht für Missilen ist ausgeschlossen: ein Sieg für Europa.

La decisione del nuovo presidente Obama di non proseguire il progetto della difesa antimissile da installarsi a Praga e Varsavia, e la corrispondente decisione del Governo Russo di non installare, a Kaliningrad (Königsberg) i missili Iskander, ha scongiurato un gravissimo pericolo per l’Europa.

Pericolo non solo militare (visto che si riproponeva lo scenario della Guerra Fredda con l’Europa Centrale quale teatro della guerra missilistica), ma anche, e soprattutto, politico e culturale.Infatti, la presenza di due sistemi missilistici contrapposti in un’area molto ristretta e molto centrale nel nostro continente, che ha registrato alcuni dei fenomeni storici e culturali più significativi per lo stesso, avrebbe comportato un clima di permanente tensione ed ostilità fra un gruppo di Paesi della UE (Polonia, Baltici, Cechia), ed il gruppo che fa capo alla Russia (Bielorussia, Armenia, ecc.).

Ciò avrebbe reso vana la speranza, sorta con la caduta del Muro di Berlino, di fare nascere un’unica identità europea.

Occorre, ora, sfruttare questo rinnovato clima di dialogo per recuperare, proprio in quell’area così conflittuale, le tradizioni storiche comuni dell’Europa baltica, della Prussia, della Boemia e della Polonia.